Perché non parli?

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Le tavole della legge tenute sotto il braccio destro, le dita sembrano giocare con la lunga barba, l’altro braccio posato sul grembo, e anche qui le dita tengono in parte le punte della barba. Un Mosé possente e seduto con piede fermo per terra mentre l’altro e appoggiato solo con la punta. Version 2

Scultura all’interno della famigerata tomba per il Papa Giulio II, progetto di Michelangelo Buonarotti e diventando la cosiddetta Tragedia della Sepoltura, perché il progetto perseguita Michelangelo a partire dal 1505 fino  al 1545 quando fu completato.

Potrebbe sembrare marmo rotto sul ginocchio destro, e si vocifera che Michelangelo abbia scagliato il suo martello proprio contro questo ginocchio…arrabbiato per aver creato una scultura così che sembrava reale, ma muta, e quindi Michelangelo adirato le chiese: Perché non parli?!

Dettagli

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Il Parco degli Acquedotti

Parco Acquedotti
(Foto di Gianluca Granato)

Uno dei luoghi pieni di fascino, fuori dal fulcro turistico è il parco degli Acquedotti. Gioiello archeologico immerso nel verde e rivalutato recentemente grazie anche all’impegno dei volontari del parco.

Il Parco si trova tra la Via Tuscolana (Via Lemonia) Via del Quadraro, Via Appia Nuova e Via di Capannelle, raggiungibile con la metropolitana A, scendendo alla fermata Giulio Agricola oppure SubaugustaScreen Shot 2015-06-21 at 13.39.55

Il parco per l’appunto è attraversato da sei acquedotti antichi e uno rinascimentale: La monumentale Aqua Claudia di 1 sec. d.C. sopra la quale si può individuare un altro speco, quello dell’Anio Novo. E’ uno dei luoghi più suggestivi per fare una passeggiata, immersi nel verde e accompagnati dalla Roma Antica.IMG_20150621_102400

L’Anio Vetus dobbiamo immaginarlo soltanto…dato che si tratta di un acquedotto sotterraneo 🙂

A fine ‘500 Papa Sisto V, al secolo Felice Peretti ha parzialmente distrutto e trasformato l’antica Aqua Marcia, acquedotto costruito nel II secolo a.C. e sormontato anche questo da altri due spechi, l’Aqua Iulia e l’Aqua Tepula. Si possono ancora scorgere dei resti di questi tre acquedotti antichi, inglobati nell’Aqua Felice del Papa rinascimentale.

IMG_20150621_104451Rispetto a qualche anno fa, il Parco degli Acquedotti è tornato a splendere anche grazie al lavoro dei Volontari del Parco. Hanno piantato alberi, piante e fiori, e si stanno prendendo cura della sua pulizia. Le capanne abusive sono sparite e si sente “la musica dell’acqua” perché persino l’acqua Mariana è tornata a scorrere.

E’ stato messo in luce un tratto dell’Antica Via Latina. Ne conosciamo già un bel tratto dal Parco delle Tombe di Via Latina vicino all’Arco di Travertino. Questo tratto è di uno scavo più recente e fino ad adesso ci potevamo solo immaginare il suo attraversamento del parco.Via Latina Acquedotti

San Nicola in Carcere – “un covo di Papi”

Via del Pidocchio SN in carcere
Facciata di G.della Porta

Sono stati incardinati alcuni  papi in questa chiesa prima di diventare tali, oltre a qualche personaggio noto della Roma papale per non dire papalina… scoprire che Niccolò III, Bonifacio VIII e persino Alessandro VI furono cardinali di questa chiesa la rende… non più affascinante, ma comunque la lista dei cardinali titolari fa capire come si svolge la storia del potere nel medioevo e oltre intorno alle famiglie nobili… Orsini, Caetani, Savelli, e Gonzaga, Rezzonico, e ancora Carafa, de Medici, e così via.

Lato settentrionale della chiesa

 

La chiesa è affascinante in sé visto che la costruzione si sovrappone su 3 templi repubblicani i cui resti si possono notare sia ai lati della chiesa sia nei suoi sotterranei. Nelle strutture murarie laterali sono state inglobatele colonne di un lato del tempio: a sud le colonne del tempio dedicato a Spes , e a nordle colonne del tempio dedicato a Ianus.

Mentre sul basamento del tempio mediano, quello centrale, poggia la gran parte della chiesa medievale che forse esisteva già nel IX secolo e se non fu ancora una chiesa, almeno una cappella sicuramente, se si

San Nicola in Carcere 1929
Demolizione di piazza Montanara per isolare la chiesa

osserva l’iscrizione sulla colonna destra all’inizio della navata centrale. La prima iscrizione che accerta l’esistenza della chiesa è di fine XI secolo. Nel corso dei secoli a susseguirsi ci sono diverse testimonianze che descrivono il suo percorso che ha un suo culmine nella creazione della sua facciata tramite Giacomo della Porta nel 1599. Facciata slanciatissima  dato che la chiesa si trovava circondata e incastrata in mezzo ai palazzi di Piazza Montara. Durante il Ventennio fascista, la chiesa e altre strutture limitrofe furono “liberate” per la costruzione della Via del Mare, e per esibire il momento storico della Roma imperiale, cancellando spesso in modo poco scientifico altre testimonianze storiche di equivalente importanza.

Il vero gioiello della chiesa è il suo sotterraneo, nel quale sembra essere catapultati in epoca romana 🙂 anche perché i tre templi sembrano essere stati ricostruiti in epoca tiberina, periodo di cui si vedono resti dei podi delle celle, pilastri e alte, ma si possono osservare anche testimonianze dei templi antecedenti, cioè repubblicani: strutture di III e II secolo p.e.v.

Dalla pianta si può notare come lapianta 3 templi repubblicani chiesa si è inserita nelle strutture dei tre templi. Coprendo completamente il tempio mediano ( Giunone Sospita) e sfruttando i colonnati del tempio sud (Spes) e del tempio nord (Giano). Grazie a questo “impianto” sul tempio di Giunone Sospito è proprio questo tempio con la maggior parte dei resti a nostra disposizione. Mentre degli altri due, oltre alle colonne ci rimangono pochi reperti.

Del quarto tempio ancora più a nord è stato trovato una minima parte del podio  durante degli scavi nell’area del teatro di Marcello – infatti questo tempio, dedicato alla Pietas è stato distrutto per far spazio proprio al Teatro. Progetto iniziato da  Giulio Cesare ma infine costruito e terminato  da Augusto.

Di fronte si trova sia un portico in peperino sul sito dell’antica Porta Carmentalis e di fianco l’area di Sant’Omobono, un’ ampia zona molto importante per la  città  a sud del Campo Marzio: il Foro Olitorio (Mercato di verdura) seguito dal Foro Boario (Mercato del bestiame) vicinissimo al Porto Tiberino – solo con la costruzione del nuovo porto fluviale in zona Testaccio (Emporium) a parte dal II sec p.e.v. quello Tiberino andò in disuso, e perciò l’aspetto con ulteriori costruzioni di templi variò.  Ad ogni modo la funzione del mercato di verdure in questa zona continuò persino fino ai primi decenni del ‘900.

Da Maquettes Historiques
Da Maquettes Historiques

Magnanimo Raffaello

RaphaelNon è forse gioioso vedere un’eccezione che conferma la regola. Lo stereotipato artista è strano, depresso, ansioso, se non schizofrenico. La sua creazione è la ‘valvola di sfogo’ del suo malessere che mette in luce il suo talento e il genio.

Che dire Raffaello? Sto leggendo pagine e pagine che descrivono la sua vita e il suo carattere, ma non riesco a trovare la tipica mente e anima tormentata di un artista. Percepisco una vita felice. Breve ma felice.

Un’ immagine sublime di bellezza in tutta la sua opera. Intelligente e lusinghiero verso il suo datore di lavoro, talent-scouting la propria bottega, strati di interpretazione in un lavoro. La sua generosità d’animo si riflette anche nel Stanze. Chiese ad alcuni degli artisti che furono licenziati dal Papa a far parte della sua squadra, per esempio Sodoma, Bramantino ecc.,  e ha mantenuto la decorazione della volta del Perugino nella Stanza dell’Incendio di Borgo, che Giulio II autorizzò di distruggere.

Perugino

Il Mitreo di Santa Prisca

La chiesa di Santa Prisca costruita sul Titulus di Aquila e Priscilla / Prisca sul colle Aventino viene affidata all’ordine agostiniano dal ‘600 in poi. Nel suo interno conserva un battistero (un capitello corinzio trasformato) nel quale S.Pietro sembra aver battezzato Aquila, Priscilla e Prisca. Battistero S.Prisca

La stessa abside della navata centrale è decorata con affreschi del Fontebuoni, pittore della cerchia degli Zuccari, che racconta le storie di Prisca, il battesimo, il martirio e la traslazione delle sue reliquie da parte di Papa Eutichiano. La pala d’altare del Pessignano invece descrive il battesimo da parte di San Pietro di Priscilla. Altre curiosità della chiesa sono le colonne del VIII secolo che furono inglobati in pilastri, quando la chiesa fu quasi completemante ricostruita e ristrutturata nel XII secolo. Con un incendio del ‘400 si sono danneggiate 3 campate in modo irrecuperabile, di modo che la chiesa stessa fu raccorciata “indietreggiando la facciata. Solo molto più tardi , dovuto a restauri della attuale sagrestia che si trova sulla destra della piazzetta e della facciata , si sono potuti scoprire dei resti di affresco nell’sottarco della sacrestia, affreschi del VIII secolo, perché queste arcate rappresentano le antiche navate della chiesa originale. Infatti all’interno della chiesa si può osservare il proseguimento del muro della sagrestia con le arcate della navata destra

Mappa S.Prisca

Sempre sulla destra abbiamo un piccolo altare di Santa Rita che proviene dalla chiesa di Santa Rita che si trovava sotto la scalinata dell’Aracoeli. È stato spostato in questo luogo dopo lo smantellamento della chiesa di Santa Rita con il Piccone del Duce. (Per chi interessa, qui un link con qualche dettaglio sulla chiesa di S.Rita 🙂  ) 

Uno dei cardinali titolari di Santa Prisca fu Angelo Roncalli, per 5 anni prima di diventare Papa.

Nel 1934 i padri Agostiniani fecero avviare degli scavi per trovare la Domus Ecclesiae dei Santi Aquila e Prisca sotto l’attuale chiesa.  Furono trovati invece i resti di due domus del I e del II secolo, i quali nel corso dei decenni hanno subito molte modifiche e nel corso del III secolo si è insediato un mitreo. Alle strutture sottorranee si può accedere dal giardino della chiesa. L’ingresso porta ad un ambiente absidato, anticamento un ninfeo che fu trasformato nel corso dei secoli in mulino, le cui vasche contengono ancora delle maioliche.Mitreo S Prisca corridoio

Attraversando un breve corridoio si passa avanti ad enormi rocchi di colonne ( Ø 90cm) che rappresentano un muro di sostegno della chiesa in superfice. Queste colonne provvengono probabilmente dal vicino ed antico Tempio di Diana. Oltrepassando varie porte si accede alla cripta del XII completamente affrescata dal Fontebuoni, nel cui altare si conservano le reliquie della martire Prisca e nella quale si trovava il sopranominato battistero.

Dietro l’altare sulla destra, si sale attraverso uno stretto corridoio in ulteriori ambienti delle domus imperiali. Si accede al vestibolo del mitreo  – vestibolo che nel 220 fu ricavato dal mitreo stesso, apparentemente serviva un’area che precede il tempio, il santuario nel quale si svolgeva il banchetto sacro. Si ipotizza che una zona recintata del vestibolo che contiene resti di una statua che forse raffigurava un gigante anguipede, fosse utilizzata come fossa sanguigna – per sacrfici di piccoli animali, da escludere quasi certamente che si trattase di un sacrificio bovino, vista la dimensione molto piccola di questo vestibolo. Vestibolo

Il santuario, luogo più sacro di tutti gli ambienti all’interno di un mitreo, rappresenta un unicum non solo a Roma, ma di tutti i mitrei ritrovati: sia per gli affreschi sia per il graffitto che si trovano al suo interno. Qui si svolgeva il banchetto sacro che avveniva dopo la tauroctonia (anche se solo simbolica con sacrfici di animali più piccoli). Al santuario potevano accedere solo gli iniziati al culto di Mitra, solo di sesso maschile, perché in questo culto non erano ammesse donne. Gli inziati si semi-sdraiavano sui podi, e venivano serviti di acqua e pane da parte di inziati dei gradi di iniziazione più bassi.  Sopra i podi troviamo gli affreschi che rendono questo mitreo così particolare: Si possono osservare i personaggi che raffigurano gli inziati di ogni grado e sopra ogni personaggio delle parole che danno il suo grado e il pianeta – divinità protettore.Inolte si vede una processione di iniziati di Leones, il quarto grado di iniziazione che giungono davanti al banchetto tra Mira e il Sole. Si accede al tempio oltrepassando due nicchie, una a destra e una a sinistra che contenevano i due dadofori, compagni inseparabili dell’iconografia mitraica. Si conversa tuttora buona parte del dadoforo Cautes – raffigurazione di Lucifero, stella del mattino, annuncio del giorno. Affresco S.Prisca

L’altro unicum in questo mitreo è il graffito che ci permette una datazione esatta dell’esistenza del luogo di culto. Parliamo del 20 novembre 202 dell’era cristiana: “Nato prima luce, sotto il consolato di Severo e Antonino (Settimio Severo e Caracalla) quindi nel 202 e.v.; il dodicesimo giorno delle calende di dicembre, il sabato diciottesimo dopo la luna nuova, quindi il 20 novembre; ” Qui le ipotesi sono due: o il mitreo stesso è stato consacrato in quella data, o forse più probabile, un iniziato è rinato. Un adepto è diventato inizato del culto di Mitra e quindi é rinato.

Nato prima luce

La nicchia di fondo, in molto mitrei raffigura il momento fulcro del culto, cioè la tauroctonia, in questo mitreo indica il momento prima: il Dio Mitra che trascina il toro primordiale nella grotta, accompagnato dal cane (animale simbolo del grado del leone) per poi procedere al sacrificio, all’uccisione del toro. L’uccisione stessa nella grotta viene forse mostrata nel sottarco, ma quasi non è leggibile per la malconservazione.

Gli altri tre ambienti che interessano il mitreo furono ricavati dal quadriportico di una delle domus, sono la sala delle iniziazioni, la sala della purificazione che conserva un ineressante nicchia abbastanza malridotta, ma gli archeologi hanno potuto constatare che questa nicchia conteneva una decorazione con sette cerchi concentrici, rappresentando le sfere planetarie, al centro la testa del dio Sole, con i dodici segni zodiacali in stucco. L’ultimo ambiente è identificabile come apparatorium, una sala adibita ai vestimenti, e per conservare gli arredi liturgici.

Con il IV secolo e con l’affermazione del cristianesimo, probabilmente quando fu costruito la prima chiesa, il mitreo fu violentemente distrutto. Ciononostante ci rimangono queste meravigliose tracce per poter ricostruire le orme di questa religione misterica.

Nicchia Mitreo S.Prisca

Approfondimenti: Il Culto di Mitra

Il Culto di Mitra

Il dio Mitra faceva parte del firmamento politeista nell’antichità sia iraniana, sia indiana. Menzionato negli antichi Veda (1400 prima dell’era cristiana) e poi per iscritto fu menzionato da Zarathustra per includerlo nella sua religione (ca.800-600 p.e.v.)

Mitra ha sempre rappresentato il patto, l’amicizia, la lealtà verso un contratto, la fedeltà tramite una stretta di mano, e tutti gli anessi di questo gesto.

Tramite l’ellenismo si sviluppa una corrente mitraica dove si afferma già fortemente la tauroctonia come momento più significativo del mitraismo.

Il Mitraismo che si diffuse  nell’Impero Romano indicativamente nel I secolo p.e.v. è un culto diverso da quello indoiraniano – si è creato una religione misterica, cosmogonica e salvifica, ma soprattutto segreta. Il fulcro della religione è la creazione del cosmo tramite la tauroctonia.

Mitra stringe un patto con il Dio Sole e viene avvisato tramite un messaggero ( il corvo) che eè tempo di uccidere il toro primordiale. Questo sacrificio del toro da vita al mondo e alla vita. Dopo l’uccisione del toro Mitra e il sole partecipano al banchetto sacro. L’iconografia di questa scena viene quasi sempre rappresentata nello stesso modo:

TauroctoniaMitra prende il toro per le narici e conficca un pugnale nella giugulare, con lo sguardo rivvolto verso il sole. Dal toro  sgorga il sangue che da la vita, fertilizza il terreno. Dalla coda del toro spunta una spiga, altro simbolo di crescita del mondo. Un cane ed un serpente cercano di leccare la ferita, uno scorpione afferra i testicoli del toro con le tenagli nel quale si trova il seme (altro simbolo che da vita). Sulla destra in altro si trova la luna, alla quale ascende il toro dopo la sua morte. Nella scena troviamo anche i due dadofori inseparabili compagni di Mitra, Cautes con la fiaccola alzata e Cautopates con la fiaccola abbassata.

La setta mitraica consisteva nel pater e i suoi adepti. La comunità è regolata da una rigida struttura divisa in gradi di iniziazione, di cui l’ultimo grado è per l’appunto il Pater, il capo spirituale della comunità.

Qui sette gradi di iniziazione che corrispondono anche a sette pianeti conosciuti dell’epoca dal più basso al grado più alto, che poi rappresentano le loro divinità protettrici:

  • Corax  – il grado del corvo sotto la protezione di Mercurio
  • Nymphus – il grado della crisalide sotto la protezione di Venere
  • Miles – il grado del soldato sotto la protezione di Marte
  • Leo – il grado del leone, sotto la protezione di Giove
  • Perses – il grado del persiano sotto la protezione della Luna
  • Heliodromus – il grado del corriere del sole sotto la protezione del Sole
  • Pater – rappresenta Mitra stresso sotto la protezione di Saturno

Sembra che sia per entrare a far parte della comunità sia per superare i vari gradi di iniziazione, gli adepti dovessero superare delle dure prove. Non ci sono certezza, solo descrizioni disprezzanti da parte di cristiani dell’epoca pertanto forse non abbastanza attendibili.

🙂 seguono altri dettagli!

San Clemente – La macchina del tempo

San Clemente

La Basilica di San Clemente (XII secolo) si trova tra il Colosseo e San Giovanni in Laterano ed è un vero gioiello contenente l’ arte barocca, rinascimentale e medievale.

Masolino da Panicale - S.CaterinaOltre ad uno splendido mosaico del XIII secolo  e il pavimento cosmatesco, la basilica è decorata  da affreschi di Masolino con le storie di San Domenico e Santa Caterina. Mentre nella navata centrale è installata la scola cantorum di epoca più antica…

Fino a metà del ‘800 si era creduta questa la basilica di San Clemente Papa – la quale era menzionati persino nei documenti del IV secolo, che fu solamente ristrutturata ma con gli scavi si sono potuti rivelare altri due livelli di storia e di epoche di questo complesso. 

Uno scalone costruito nel ‘800 porta al primo livello sotterraneo, di 6-8 metri sotto terra, che evidenzia resti e reperti di epoche tra il IV e il XI secolo.

san clemente paleocristianoEpigrafi e pietre tombali, ma anche affreschi che evidenziano l’importanza di Cirillo e Metodio per questo luogo. La stessa tomba venerata si trova nella navata meridionale, poco prima dell’ulteriore scala che porta a 20m sotto terra.

Affreschi importanti che indicano il cambia dallo stile bizantino a quello romano, e inoltre la

San Clemente affresco messa e Sisinnioprima apparizione di un fumetto con la famosa parolaccia, che raccontano le storie dei Santi e dei Papi legati a questa chiesa.

L’ultimo livello sotterraneo che non realtaà neanche è l’utlimo, percheé le fondamenta appoggiano su strutture forse claudiano o neroniane, edifici distrutti dall’incendio del 64, documenta il periodo dal I secolo al IV fin quando fu costruita la basilica paleocristiana. In queste strutture si trovano oltre ad un fosso antico, un’insula nella quale si instaura un mitreo, luogo di culto pagano che fece concorrenza al cristianesimo durante i primi secoli, ed un’altra struttura interpretata o come zecca, oppure come magazzini dagli archeologi.

Screen Shot 2013-10-27 at 5.34.37 PM  Approfondimenti